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Si può risparmiare energia riutilizzando i materiali e le materie prime riciclandole, questo processo risulta particolarmente vantaggioso ad esempio per l'alluminio. Il riciclaggio dell'alluminio
permette di risparmiare il 95% dell'energia richiesta per la sua estrazione. Per ricavare
dalla bauxite 1 Kg d'alluminio sono necessari 14Kwh, invece per
ricavare 1 Kg d'alluminio nuovo da quello usato servono
0.7Kwh.L'alluminio ottenuto per mezzo del riciclaggio è chiamato
alluminio "secondario" questa è l'unica differenza che lo distingue da
quello "primario".
Il riciclaggio dell'alluminio in Italia è un'attività molto importante,
a pensare che non abbiamo importanti miniere di bauxite, e che
l'energia elettrica da noi è la più cara in Europa. L'Italia, in
Europa, è dopo la Germania, la maggior produttrice d'alluminio
secondario. Pensate che la produzione italiana d'alluminio secondario è
vicino alle 400.000 t/anno, mentre quella d'alluminio primario supera
di poco 200.000 t/anno. Il riciclaggio dell'alluminio è necessario;
infatti esso non comporta solo dei vantaggi per i consumatori, i comuni
e l'industria, ma, riducendo l'estrazione della bauxite, è anche un
prezioso contributo alla salvaguardia dell'ambiente. Pensateci la prossima volta che state per gettare una lattina.
CURIOSITA':
- L’energia risparmiata riciclando 1 sola lattina di alluminio, invece di
produrne una nuova, è sufficiente a far funzionare un televisore per
circa 3 ore;
- 1 kg. di alluminio riciclato si ottiene da 61 lattine usate;
- in Italia in un anno vengono consumate in Italia circa un miliardo e
settecento milioni di lattine;
- attualmente nel mondo viene riciclato il 30% circa di alluminio e in
Europa, l’Italia, dopo la Germania, è la maggiore produttrice di
alluminio secondario;
- riciclare 1 kg. di alluminio significa risparmiare 8 kg. di bauxite, 4 kg.
di prodotti chimici e 14 kW7h di elettricità.
Costi e benefici del riciclaggio
Dal punto di vista economico, il riciclaggio pare essere meno oneroso che l'incenerimento.Infatti, il costo dell'incenerimento di una tonnellata di rifiuti
varia, a valle dei costi di raccolta e secondo l'impianto, tra 96 e 192
euro/tonnellata, mentre il trattamento della carta straccia costa tra
64 e 96 euro/tonnellata (fonte: UFAFP, Ufficio Federale (svizzero) dell'Abiente, delle Foreste e del Paesaggio[1]).
È ovvio che la carta riciclata non produce un pari peso di carta
"nuova" (sicché per fare una tonnellata di carta nuova ci vuole
normalmente - e comunque in misura variabile a seconda degli impianti e
del prodotto fabbricato - anche una certa percentuale di cellulosa
fresca, proveniente da alberi), e che il procedimento ha i propri costi
- economici, energetici e di inquinamento.
Tuttavia:
- la fonte indicata sopra sostiene, ad esempio, che nelle fabbriche
che producono carta per giornali da carta da giornali riciclata non si
usa più cellulosa proveniente da alberi;
- il costo della materia prima riciclata è notevolmente più basso di
quello della pasta di legno, i relativi scarti possono essere
utilizzati come combustibile cogeneratore del vapore necessario al
processo di fabbricazione, e la produzione è meno inquinante;
- il riciclaggio riduce la quantità di rifiuti da trattare, i
relativi costi di stoccaggio, lo spreco di spazio da destinare allo
stoccaggio medesimo, l'inquinamento da incenerimento, e ovviamente il
consumo di alberi vivi (anche se gli alberi impiegati per la produzione
della carta provengono da vivai a coltivazione programmata dove vengono
periodicamente tagliati e ripiantati).
Il paragrafo "Costi e benefici del riciclaggio" è rilasciato sotto i termini della GNU Free Documentation License. Esso utilizza materiale tratto dalla voce di Wikipedia: "Riciclaggio della carta".
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